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Bibliografie

Indice articoli

dom 

 

Le indicazioni bibliografiche che vengono fornite nelle pagine di questa sezione costituiscono la base e il punto di partenza per ogni ulteriore approfondimento. Si tratta, in tutta evidenza, di una dotazione culturale "minima" − quasi esclusivamente in lingua italiana − che non ha certamente l'obiettivo dell'esaustività ma è finalizzata a razionalizzare il percorso di avvio nel settore degli studi sul canto gregoriano e a orientarlo nella direzione di una salda coscienza semiologica. Scuole, epoche e sensibilità diverse testimoniate in queste bibliografie, sono quindi da ricondurre invariabilmente al comune denominatore dei principi di rinnovamento introdotti da Dom Eugène Cardine a partire dagli anni '50. 

 


 

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   trplex   

Graduale Triplex - Il volume è stato pubblicato nel 1979; presenta i brani del Graduale Romanum del 1974 in triplice notazione: quella metense tratta dal cod. Laon 239 (in nero, trascritta da Marie-Claire Billecocq), quella quadrata su tetragramma e quella sangallese (in rosso, copiata da Rupert Fischer) tratta dal cod. Einsiedeln 121 e dal Cantatorium, cod. 359 della Biblioteca di San Gallo. Per ogni brano è segnalata inoltre l'eventuale appartenenza al fondo antico tramite l'apposizione delle lettere identificative dei manoscritti dell'Antiphonale Missarum Sextuplex.

Malgrado il progresso degli studi semiologici e paleografici ne abbia evidenziato le inevitabili imperfezioni, il Graduale Triplex rappresenta a tutt'oggi il più importante e completo libro di canto a disposizione di appassionati, studiosi, cantori e direttori.

  

  


  

   

Graduale Novum - Tomo I: De dominicis et festis - Primo tomo di un'edizione critica del Graduale, frutto dell'attività ormai pluridecennale del gruppo di lavoro dell'Associazione Internazionale Studi di Canto Gregoriano, il volume raccoglie i brani del proprium missae (per le domeniche e le festività) nelle versioni melodiche ricostruite col metodo comparativo e pubblicate semestralmente, a partire dal 1996, su Beiträge zur Gregorianik. I brani sono presentati in triplice notazione, come nel Graduale Triplex, ma con sostanziose revisioni nella trasposizione su rigo delle melodie, nel raggruppamento dei neumi, nell'uso delle alterazioni, nelle divisio.

La pubblicazione, curata da C. Dostal, J.B. Goeschl, C. Pouderoijen, F.K. Prassl, H. Rumphorst e S. Zippe, è frutto della cooperazione fra l'editrice ConBrio di Regensburg e la Libreria Editrice Vaticana.

     novum   

  


 

   

versicularium

      

Michael Hermes OSB, Das Versicularium des Codex 381 der Stiftsbibliothek Sankt Gallen - Indispensabile complemento dei precedenti Graduali, in questa pubblicazione (in lingua tedesca) è riportata la trascrizione in notazione quadrata dei versetti di Introito e di Communio tratti dal Codice sangallese 381. Oltre alla presenza di un apparato critico decisamente fornito, nel volume sono inserite anche tavole comparative relative agli otto toni salmodici, l'elenco dei manoscritti utilizzati dall'autore per la ricostruzione delle melodie e l'indice dei versetti suddivisi in base al Salmo di appartenenza.

Il volume si presenta come uno strumento di notevole utilità ai fini della completezza e della coerenza delle celebrazioni in canto gregoriano.

  

  


 

  

Graduale Simplex - D. Jean Claire ebbe a definire questo libro il manuale della modalità arcaica. Pubblicato in prima edizione nel 1967 e in editio altera nel 1975, per adeguarlo al Messale del 1970, presenta brani del proprium missae in stile sillabico o in versioni semiornate tratti dal repertorio delle antifone dell'Ufficio. La dizione in usum minorum ecclesiarum, associata al titolo del volume, chiarisce l'intento pratico e divulgativo di questa edizione che si rivolge prevalentemente alle comunità non in grado di confrontarsi con la complessità dei brani del Graduale Romanum. "La disposizione dei canti (...) che si possono (...) adoperare per tutto il periodo liturgico o per varie circostanze, ha segnato nella storia della liturgia il superamento del criterio di fissità e della immobilità, secondo il quale i testi da cantarsi dovevano servire per quella sola celebrazione e per quel determinato momento rituale" (da A. Turco, Il canto gregoriano. Corso fondamentale, Roma 1996, p. 100).

   

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1934

 

   

Antiphonale monasticum pro diurnis horis (1934) - Pubblicato da Desclée nel 1934, contiene i canti per la celebrazione della Liturgia delle Ore, ad esclusione del Mattutino, redatto ad uso delle comunità monastiche benedettine.

L'edizione, curata da Dom J. Gajard, rappresenta un'importante testimonianza del progresso degli studi sulla restaurazione del canto gregoriano, visti i notevoli miglioramenti e le numerose correzioni melodiche (in particolare riguardanti l'uso del si bemolle) rispetto all'Antifonale del 1912 (realizzato sotto la guida di Dom J. Pothier), in un'ottica di revisione filologica basata su un approccio critico agli antichi codici.

    

 


 

   

Antiphonale monasticum (Liber antiphonarius pro diurnis horis) - Pubblicato per le edizioni solesmensi a partire dal 2005, ne sono apparsi finora quattro volumi: I - De Tempore (indice); II - Psalterium (indice); III - De sanctis (indice); V - Proprium Congregationis solesmensis in Gallia (indice). Il quarto volume (in preparazione) riguarderà la lturgia delle ore notturne.

Il nuovo Antiphonale, curato da Dom Daniel Saulnier, si caratterizza soprattutto per la scelta di armonizzare la tradizione benedettina nella celebrazione della Liturgia delle Ore con le disposizioni del Concilio Vaticano II, in particolare nell'adozione del testo della Nova Vulgata per Salmi e Cantici e in una diversa distribuzione del cursus benedettino. Il punto di riferimento per la restituzione delle melodie è costituito dall'Antifonale di Hartker (Cod. Sang. 390-391).

    

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Antiphonale romanum II (Ad Vesperas in dominicis et festis) - In conformità con le disposizioni conciliari ("Procurino i pastori d'anime che, nelle domeniche e feste più solenni, le ore principali, specialmente i vespri, siano celebrate in chiesa con partecipazione comune", SC n. 100) si è scelto di iniziare la pubblicazione del nuovo Antiphonale romanum, dal 2009, con il volume dei Vespri delle domeniche e dei giorni festivi.

L'edizione dei brani è stata commisurata alle necessità dei gruppi corali amatoriali: in quest'ottica tutte le strofe degli inni sono state provviste di notazione e si è scelto di segnalare, attraverso le differenze tipografiche (accenti, corsivi, grassetti) l'adattamento del testo ai toni salmodici, per permetterne una esecuzione più agevole.

  

  


  

    

Antiphonale missarum iuxta ritum Sanctae Ecclesiae Mediolanensis - L'edizione (preceduta nel 2001 dalla pubblicazione dell'Antiphonale Missarum Simplex), è stata curata da Dom J. Claire e mons. Alberto Turco. Realizzato in conformità al Messale Ambrosiano riformato a norma dei decreti del Concilio Vaticano II, il nuovo Antiphonale missarum ambrosiano segue di settant'anni l'Antiphonale mediolanense dell'abate Suñol "e restutuisce all'antica monodia ambrosiana la sua piena autenticità, togliendo le aggiunte gregoriane del periodo carolingio" (dalla Prefazione all'opera).

Per la scarsità di canti della Messa autenticamente ambrosiani, si è attinto, per completare il ciclo dell'anno, al repertorio dell'Ufficio ambrosiano, testimoniato dalla presenza di manoscritti dei secc. XII-XIV.

  

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offertoriale

 

 

Offertoriale Triplex cum versiculis - Pubblicato nel 1985, è la riproduzione dell'Offertoriale sive Versus Offertoriorum (1935) di Karl Ott, con l'aggiunta, da parte di Rupert Fischer, dei neumi di Laon 239 ed Einsiedeln 121 (o di SG 339 in caso di lacune), rispettivamente sopra e sotto il tetragramma sul modello del Graduel Neumé di E. Cardine, da cui sono tratti anche i numerosi riferimenti a margine.

È lo stesso Fischer, nella prefazione all'opera, ad affermare di non aver potuto procedere ad una verifica dell'esattezza della trascrizione dei neumi.

  

 


 

   

Liber Hymnarius - "Con questo volume prende avvio la pubblicazione del nuovo Antiphonale Romanum. Sul frontespizio del libro è scritto: Antiphonale Romanum secundum Liturgiam Horarum ordinemque cantus Officii dispositum a Solesmensibus monachis praeparatum - Tomus alter - Liber Hymnarius. Oltre agli inni vi trovano posto anche i toni del salmo invitatorio 94, con i quali si apre il canto dell'Ufficio, ed alcuni responsori, con la versione melodica restaurata. Dal punto di vista critico, nei Praenotanda viene definitivamente codificata la semiografia gregoriana in un prospetto generale dei neumi ed elementi neumatici. Sempre nei Praenotanda vengono date alcune indicazioni per una corretta esecuzione del canto gregoriano; indicazioni che rappresentano un'autentica conquista nelle ricerche interpretative su questo tipo di monodia." (A. Turco, Il canto gregoriano. Corso fondamentale, Roma 1996, p. 101)

 

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psalterium

 

 

Psalterium monasticum - "È stato pubblicato da Solesmes [nel 1981] per colmare le lacune dei libri liturgici in uso, grazie al nuovo ordinamento dell'Ufficio instaurato dal Concilio Vaticano II e al cambiamento del Salterio, secondo la neo-vulgata (...). Nello Psalterium monasticum viene ancora migliorata la notazione sotto l'aspetto semiografico e inoltre, per la prima volta, assieme agli otto toni salmodici dell'octoechos, vengono restituiti ad alcune antifone gli antichi toni salmodici di tipo arcaico (tono di Do, di Re e di Mi) e di tipo pre-octoechos (deuterus alla terza, protus alla quarta), per il numero complessivo di quattordici." (da A. Turco, Il canto gregoriano. Corso fondamentale, Roma 1996, p. 101)

  

 


 

  

Nocturnale romanum - Il volume, a cura di Holger Peter Sandhofe, è stato pubblicato nel 2002 per i tipi della Hartker Verlag. È più propriamente definibile come Antiphonale Sacrosanctæ Romanæ Ecclesiæ pro nocturnis horis e raccoglie tutti i brani per la celebrazione dell'Ufficio notturno, tra cui 77 invitatori, 40 inni, circa 600 antifone e 750 responsori.

Per la restituzione e la comparazione delle melodie si è utilizzato come fonte autorevole e imprescindibile l'Antifonale di Hartker (Cod. Sang. 390-391) mentre i testi sono basati su quelli presenti nel Codex Karlsruhe (Aug. perg. LX) risalente al XIII-XIV secolo. 

 

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Anton Stingl jun., Tropen zum Kyrie im Graduale Romanum - Eliminati dalla liturgia dopo il Concilio di Trento, dato che il meccanismo della tropatura favoriva la tendenza alla commistione con melodie profane, i tropi liturgici permangono negli attuali libri di canto solo negli incipit testuali utilizzati come denominazione delle diciotto messe e dei nove Kyrie ad libitum, presenti nel Kyriale. L'utilizzo di brevi tropi è previsto però nell'Ordo Cantus Missae del 1972: “Quando Kyrie cantatur ut pars actus paenitentialis, singulis acclamationibus brevis tropus praeponitur” (Sez. II, 2).

In questo volume l'autore presenta la trascrizione in notazione quadrata dei tropi dei ventisette Kyrie dell'ordinarium missae presenti nella sezione del Kyriale del Graduale Romanum, con apparato critico e indicazioni bibliografiche sui manoscritti di riferimento.

  

 


 

 

 

Anton Stingl jun., Tropen zum Gloria, Sanctus und Agnus Dei im Graduale Romanum - A differenza dei tropi del Kyrie, che vengono citati nel Graduale Romanum tramite gli incipit testuali utilizzati come denominazione delle diciotto messe e dei nove Kyrie ad libitum presenti nel Kyriale, non vi è nessuna traccia nei libri liturgici attuali dei tropi del Gloria, del Sanctus e dell'Agnus Dei. In questa pubblicazione (2012) di Anton Stingl jun., che segue i "Tropen zum Kyrie" dello stesso autore, viene dunque presentata una selezione dalla ricca tradizione di tropi liturgici finora accessibile solo agli specialisti della musica medievale, utilizzabile per i servizi di culto o per le attività concertistiche.

 

 

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Willi Apel, Il canto gregoriano - Si tratta dell'edizione italiana tradotta, riveduta e aggiornata da Marco Della Sciucca del testo pubblicato negli Stati Uniti da Apel nel 1958 col titolo di Gregorian chant. "L'angolatura sotto la quale viene cosiderato il canto liturgico medievale è storico-estetica"; il libro "era stato scritto in vista di un pubblico americano e sulla base delle pubblicazioni allora accessibili" (G. Baroffio, dall'introduzione all'edizione italiana).

La lettura dello studio di Apel deve essere pertanto necessariamente accompagnata da una adeguata contestualizzazione storica e culturale; esso costituisce una significativa e autorevole testimonianza del livello di sviluppo degli studi sul canto gregoriano (liturgia, storia, notazione, modalità e tecniche compositive) anteriormente alla riforma cardiniana.

 

  


  

 

David Hiley, Western plainchant. A handbook - Pubblicato circa trent'anni dopo Gregorian chant di Apel, il manuale di Hiley, come lo stesso autore dichiara nell'introduzione, si propone di fornire uno strumento aggiornato che possa riassumere lo stato degli studi sul canto monodico occidentale. Il libro è stato "scritto da un musicista, non da un liturgista e tanto meno da un teologo" allo scopo di "far comprendere la funzione della musica liturgica, perché è stata cantata e perché ha assunto quella forma" (trad. dall'introduzione dell'autore).

Dopo un'esposizione dei primi scritti teorici sul canto gregoriano, Hiley offre una rassegna storica che ripercorre la costante evoluzione del repertorio, trattando gli aspetti liturgici, le forme di canto, i sistemi notazionali ma anche musicisti e centri di composizione. Il testo è provvisto inoltre di numerose illustrazioni ed esempi musicali.

 

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Fulvio Rampi - Marco Lattanzi, Manuale di canto gregoriano - "Questa trattazione vuole (..) essere una presentazione del canto gregoriano dal punto di vista semiologico: la collaborazione fra i due autori si fonda sulla comune convinzione, maturata in anni di amichevoli scambi di idee, che la semiologia gregoriana, intesa correttamente, in senso lato, può da sola dar ragione della gran parte degli aspetti costitutivi del canto gregoriano"; "in ogni sua parte il manuale vuole soprattutto accostare il lettore alla dimensione più profonda del canto, ovvero al rapporto con il testo sacro" (dalla Prefazione degli autori, p. VI).

Il manuale comprende inoltre una sintesi liturgica a cura di Réginald Grégoire e, di grande valore scientifico, le tabulae neumarum delle più importanti notazioni neumatiche.

 

  


  

 

Alberto Turco, Il canto gregoriano. Corso fondamentale - "Dato importante di ricerca degli ultimi tempi è la semiologia suffragata, nella lettura del segno, da apporti dell'indagine modale. Di tale dato, Alberto Turco è convinto e autorevole propugnatore, e riversa nella nuova edizione [di questo libro] frutti specifici della sua fatica di studioso" (dalla Presentazione di N. Albarosa, p. 5).

Il volume presenta, con agilità e completezza, un'ampia e ben argomentata panoramica delle principali tematiche relative al canto gregoriano: gli aspetti storici, le fonti manoscritte e quelle a stampa, le forme e le notazioni, alle quali si aggiunge una sezione piuttosto articolata sui neumi, sugli aspetti testuali e sulle questioni estetico-modali. 

 

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 Alberto Turco - Antiquæ Monodiæ Eruditio, voll. I-VII - La serie è composta da sette volumi: I - La melodia gregoriana: forza espressiva della Parola (indice); II - La scrittura musicale del canto gregoriano, prima parte (indice); III - La scrittura musicale del canto gregoriano, seconda parte (indice); IV - I toni stereotipati della salmodia gregoriana (indice); V - Vecchio-milanese, a cura di D. Jean Claire (indice); VI - "Cantus Recitativi" nei repertori liturgici dell’Occidente (indice); VII - L'Antiphonale. La salmodia solistica e corale in Gregoriano, Romano-antico, Milanese (indice). 

Nel suo insieme è un'opera che propone un'eccellente traduzione didattica di argomenti specialistici: l'accentuazione latina come fonte ritmico-espressiva del testo e della melodia, la riflessione sugli aspetti compositivo-modali, gli approfondimenti sulla salmodia, sulla storia della composizione milanese (saggio già apparso in «Studi gregoriani» XXI, 2005), sui recitativi. Il segno distintivo, nella trattazione dell'autore, è naturalmente quello di una continua dialettica fra segno e modalità.

 

  


  

 

Juan Carlos Asensio, El canto gregoriano. Historia, liturgia, formas... - "L'opera comprende tutti gli aspetti della scienza gregoriana, opportunamente approfonditi e sorretti, assieme al sapere e all'esperienza personale, da una adeguata, vasta elaborazione confortata da una ampia, altrettanto adeguata bibliografia. Dicendosi scienza gregoriana, si intende pure ogni aspetto storico e liturgico connessi, senza i quali, come è logico, non si dà percezione di uno stile musicale. Come pure l'opera, sia pure di esemplare carattere globale, nasce dalla coscienza dei percorsi su cui il mondo gregoriano oggi si esercita, nella fattispecie, suggestivamente, nella Spagna moderna, di cui lo studioso Juan Carlos Asensio è fra coloro che incarnano le specifiche profondità culturali" (dalla recensione di N. Albarosa in "Studi Gregoriani" XXIII - 2007, p. 105).

All'opera è allegato il CD "Octoechos latino" interpretato dalla Schola antiqua, diretta dallo stesso Asensio.

 

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Luigi Agustoni - Johannes Berchmans Göschl, Introduzione all'interpretazione del canto gregoriano - Vera e propria 'summa gregoriana', pubblicata in lingua tedesca a Regensburg nel 1987 col titolo Einführung in die Interpretation des Gregorianischen Chorals, l'opera, in due volumi e tre tomi − I. Principi fondamentali (indice); II. Estetica (indice) − mostra "la capacità dei due autori di raccogliere in maniera efficace tutta una serie di considerazioni indispensabili ad un corretto approccio alle problematiche dell'interpretazione del canto gregoriano, alla luce dei fondamenti già espressi dalla scienza semiologica" e "si colloca naturalmente nella scia della ricerca che fu del solesmense Dom Eugène Cardine, del quale i due autori furono allievi (...) I destinatari di quest'opera non risultano quindi essere i principianti, almeno nelle intenzioni degli autori, i quali arrivano a sconsigliare il loro lavoro per uno studio personale di chi non abbia già familiarità con la materia" (dalla recensione di G. Conti in "Studi gregoriani", XIV-1998, pp. 132-133).

 

 


 

 

Michele Chiaramida, Opus Alienum. Funzioni e significati del Canto Gregoriano - "L’articolazione del variegato insieme dei bisogni formativi, degli atteggiamenti culturali e dei punti di vista che declina l’universo di tutti coloro che a vario titolo si occupano di fenomeni musicali, rende questo testo una strada percorribile per una platea estremamente eterogenea di lettori-tipo. L’organista, il direttore di coro, lo strumentista interessato ai repertori antichi e pre-classici, il compositore, senza tralasciare campi disciplinari quali la storiografia musicale, la semiologia della musica, la sociologia della musica.

Il principio che sostiene e che ha dato vita a questo volume risiede proprio nell’idea di intercettare questo universo costituendolo platea autorevole cui parlare attraverso un testo pluridisciplinare, totalmente “antispecialistico”, dove il fenomeno “canto-gregoriano” è presentato quale complemento ai diversi iter formativi" (dalla presentazione dell'editore).

 

chiaramida

 

 


 

 

merello

 

Enrique Merello-Guilleminot, Introduction à la théorie et à l'exécution du chant grégorien - Il canto gregoriano, nonostante la sua età (più di 1500 anni), è oggi vivo e attuale. Questo genere musicale, universalmente conosciuto e apprezzato, fa parte del patrimonio dell'umanità. Ma è nella liturgia cattolica per la quale è stato creato, che trova il suo reale significato e mostra tutto il suo splendore. In questo agile volumetto, scritto con la collaborazione di dom Jacques-Marie Guilmard, Enrique Merello-Guilleminot, uruguaiano, membro del Choeur Grégorien de Paris e fondatore della Schola Cantorum de Montevideo (Uruguay) e quella di Port-Gentil (Gabon), delinea i fondamenti della tecnica del gregoriano e della sua scrittura. La prefazione è del prof. Nino Albarosa. L'autore è vincitore del Premio Luigi Agustoni 2013.

 

 


 

 

Giacomo Baroffio - Anastasia Eun Ju Kim, Cantemus Domino Gloriose. Introduzione al Canto Gregoriano - Il manuale, nato dall'esigenza di "fissare in modo organico i tanti interventi orali e la massa di appunti che rischiavano di disperdersi" (dalla prefaz. di A. Eun Ju Kim) frutto di anni di lezioni e seminari di G. Baroffio, rappresenta un documentato sussidio per un approccio sistematico al canto gregoriano. Secondo la volontà degli autori, il manuale affronta le tematiche legate alla storia e allo sviluppo del canto gregoriano sulla base di una costante contestualizzazione liturgica, indispensabile per una corretta comprensione del fenomeno. Ogni sezione del libro è scrupolosamente sostenuta da puntuali riferimenti bibliografici che conferiscono all'opera, pur nella sua agilità, un notevole valore scientifico. La corposa sezione bibliografica finale è fra le più esaustive tra quelle reperibili nella manualistica contemporanea sul canto gregoriano. 

 

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merello

 

Alla scuola del canto Gregoriano. Studi in forma di manuale - Gli studi monografici, ciascuno a firma di un diverso autore, che compongono questo volume curato da Fulvio Rampi, sono disposti in forma di manuale con il dichiarato scopo di favorire un approccio sistematico al canto gregoriano attraverso l'offerta di un aggiornato strumento didattico. Il lettore è guidato alla scoperta di un vero tesoro: storia, liturgia, grammatica ed estetica (alla luce delle più recenti acquisizioni della semiologia gregoriana) si integrano vicendevolmente in un percorso tracciato a più mani e che affronta spesso temi comuni, ma da punti di osservazione differenti. Realizzato in occasione del 30° anno di attività dei Cantori Gregoriani. Autori: A. G. Catalano OSB, A. Corno, G. D'Amico, E. De Capitani, A. De Lillo, G. Frigo OSB, G. Merli, F. Rampi, R. Spremulli.

 

 


 

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Paolo M. Ferretti OSB, Estetica gregoriana, ossia Trattato delle forme musicali del Canto Gregoriano - "L'Estetica o la Teoria delle forme musicali proprie del canto gregoriano è del tutto moderna; essa è nata e si è sviluppata pian pianino dal giorno della rinascita delle venerande melodie liturgiche restituite alla genuina e tradizionale purezza, dopo secoli di decadenza (...) Tutta l'Estetica musicale gregoriana è (...) frutto esclusivo dell'esame intrinseco e diretto fatto su le melodie stesse tradizionali" (dall'introduzione dell'autore, pp. VIII-IX).

Straordinariamente attuale nel metodo e nei contenuti, lo studio di Ferretti − all'epoca della pubblicazione, nel 1934, preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra − affronta lo studio del canto gregoriano dal punto di vista dell'accentazione latina, della ricorrenza formulare e delle tecniche compositive, con numerosissimi esempi musicali. La seconda parte è dedicata all'analisi delle varie forme di salmodia, sia nel repertorio della Messa che in quello dell'Ufficio.

 

  


  

 

Eugène Cardine, Semiologia Gregoriana - "Il metodo che vogliamo seguire si baserà su due principi. Bisogna prima conoscere le diverse forme paleografiche dei segni neumatici e il loro significato melodico. In un secondo tempo comincia lo studio semiologico: bisogna cercare la ragione (logos) della diversità dei segni (semeion) per dedurne i principi fondamentali di un'interpretazione autentica ed oggettiva. Essa non consisterà in un'applicazione di concetti estetici o ritmici odierni, e quindi estranei all'epoca gregoriana, ma sarà guidata piuttosto dai fatti insegnatici dallo studio comparativo dei diversi segni: premessa più importante per l'esecuzione pratica" (dall'introduzione dell'autore, p. 4).

Eugène Cardine ha ampliato le prospettiva degli studi paleografici sui neumi attraverso una nuova scienza: la semiologia gregoriana. I suoi studi sullo "stacco neumatico" (coupure neumatique) come fenomeno comune a tutte le grafie, lo hanno consacrato come uno dei grandi studiosi del sec. XX.

 

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Daniel Saulnier, I modi gregoriani  - In questo volume di D. Saulnier − all'epoca della scrittura, nel 1997, direttore dell'Atelier di paleografia di Solesmes − il lettore troverà una schematica ma efficace introduzione allo studio della modalità. La prima parte, ispirata agli studi di D. Jean Claire, affonta i temi della modalità arcaica e della evoluzione modale. Nella seconda parte, ognuno dei modi dell'octoechos gregoriano viene descritto in maniera approfondita con il supporto di numerosi esempi musicali (che occupano quasi la metà del volume), con l'analisi di ciascun grado e con la definizione della sua derivazione dai modi arcaici e dell'ethos che lo caratterizza. Ispiratore di questa seconda parte è il canonico Jean Jeanneteau (1908-1992), studioso di modalità, autore di Los modos gregorianos. Historia, análisis, estética, Abadía de Silos, 1985. 

 

  


  

 

Alberto Turco, Il canto gregoriano. Toni e modi - "Il sistema degli otto modi ecclesiastici o octoechos, tradizionalmente insegnato fin dall'epoca dei teorici carolingi (...) non lo si considera più come punto di partenza obbligatorio di tutte le indagini in questo campo, ma piuttosto come il punto di arrivo di una lunga evoluzione (...) Nel presente volume [Alberto Turco] espone con ordine, chiarezza e semplicità lo sviluppo teorico e tecnico dei modi gregoriani, come li ha visti delinearsi nel corso dei suoi numerosi soggiorni a Solesmes." (dalla Presentazione di D. Jean Claire, p. 5).

La trattazione della materia è dunque strutturata nelle forme di una vera e propria storia evolutiva della modalità, il cui esame viene affrontato dall'autore cronologicamente dalle prime forme di cantillatio fino alla metrica degli inni strofici tardivi. 

 

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Fulvio Rampi, Del canto gregoriano - «Che ne è stato della coscienza, dello sguardo, del sapere ecclesiali sul canto gregoriano? Quanti sono disposti a cosiderarlo ancora oggi il canto proprio della Chiesa? (...) Viene qui proposto un itinerario che non ha voluto ricalcare una trattazione manualistica di taglio specialistico, ma un dialogo tra credenti, curiosi su questo tema e incuriositi dalla sua emarginazione. Un itinerario originale di scoperta e di conoscenza che intende innanzitutto sollecitare nuove riflessioni in ambito ecclesiale, con la speranza che la Chiesa torni a parlare del "suo" canto gregoriano con nuova consapevolezza per tornare ad amarlo e per "riservargli il posto principale"» (dalla 4a di copertina).

Il libro è vincitore del Premio Luigi Agustoni 2011.

 

 


 

 

Thomas Forrest Kelly, The Beneventan Chant  - Pubblicato in prima edizione nel 1989 presso la Cambridge University Press, questo studio ormai classico del musicologo americano fornisce un panorama completo della storia e delle circostanze che hanno portato alla formazione del rito, del repertorio (sia della Messa che dell'Ufficio) e della scrittura beneventana, indicandone gli stretti rapporti con la realtà ambrosiana, con la quale il canto beneventano dividerebbe un fondo comune: "Beneventan chant is essentially a Lombard phenomenon", per usare un'espressione dell'autore. Nel volume sono inoltre analizzate e descritte in comparazione le principali fonti manoscritte di canto beneventano e indagati i rapporti con i repertori romano-antico, gregoriano e bizantino.

Con questo studio l'autore ha vinto nel 1990 l'Otto Kinkeldey Award della Società Americana di Musicologia (AMS).

 

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paleoA partire dal 1889, per iniziativa di Dom André Mocquereau, furono pubblicati da Solesmes i volumi della Paléographie Musicale. Les principaux manuscrits de chant grégorien, ambrosien, mozarabe, gallican publiés en fac-similés phototypiques par les Bénédectines de Solesmes, una delle collezioni più antiche di paleografia, tuttora attiva.

Nella tabella sottostante sono elencati tutti i volumi della prima e della seconda serie della collana, con l'indicazione della loro reperibilità in rete ("online"), della eventuale digitalizzazione del manoscritto ("Ms. digit.") e della disponibilità editoriale o meno, con tutti i link di riferimento.

 

 

 

 

Prima serie: 

I  Codex 339 de la Bibliothèque de Saint-Gall  online   Ms. digit.     disponibile 
II  Le répons-graduel Justus ut palma reproduit...  online    esaurito   
III  Le répons-graduel Justus ut palma reproduit... (2. parte)  online     esaurito   
IV  Codex 121 de la Bibliothèque d'Einsiedeln  online  Ms. digit.    disponibile
V  Antiphonaire ambrosien de la British Library  online      disponibile
VI  Antiphonaire ambrosien de la British Library: transcription    online      disponibile
VII  Codex H.159 de la Bibl. de l'École de Médecine de Montpellier  online parz. dig.    disponibile
VIII  Codex H.159 de la Bibliothèque... de Montpellier: phototypies  online      disponibile
IX  Codex 601 de la Bibliothèque capitulaire de Lucques  online      disponibile
X  Codex 239 de la Bibliothèque de Laon  online   Ms. digit.    disponibile
XI  Codex 47 de la Bibliothèque de Chartres  online      disponibile
XII  Codex F.160 de la Bibliothèque de la Cathédrale de Worcester  online      disponibile
XIII  Codex 903 de la Bibl. Nationale de Paris: Graduel de Saint-Yrieix  online  Ms. digit.    disponibile
XIV  Codex 10673 de la Bibliothèque Vaticane: Graduel Bénéventain  online      disponibile
XV  Codex VI 34 de la Bibl. Capitul. de Bénévent: Graduel de Bénévent    online      disponibile
XVI  Antiphonaire du Mont-Renaud: Graduel et Antiphonaire de Noyon  online      disponibile
XVII  Fragments des manuscrits de Chartres: réproduction phototypique  online    esaurito  
XVIII  Codex 123 de la Bibliothèque Angelica de Rome: Graduel de Bologne  online    esaurito  
XIX  Le manuscrit 807, Universitätsbibl. Graz: Graduel de Klosterneuburg    online  Ms. digit.  esaurito  
XX  Le Missel de Bénévent VI 33  online    esaurito  
XXI  Les temoins manuscrits du chant bénéventain        disponibile
XXII  Antiphonaire monastique: Benevento, Bibl. Cap. 21        disponibile
XXIII  Montecassino, Archivio dell'Abbazia, ms. 542       disponibile

 

Seconda serie:

I  Antiphonaire de Hartker: manuscrits de Saint-Gall 390-391  online  Ms. digit.     disponibile 
II      Cantatorium de Saint-Gall: n. 359 de la Bibliothèque de Saint-Gall                      Ms. digit.                 disponibile

 

 


  

beitrageLa rivista semestrale "Beiträge zur Gregorianik", organo ufficiale della sezione tedesca dell'AISCGre, a partire dal n. 21 (1996), ha iniziato la pubblicazione dei Vorschläge zur Restitution von Melodien des Graduale Romanum (Proposte per la restituzione di melodie del Graduale Romanum); in tali contributi vengono presentati i risultati della comparazione fra manoscritti relativi a varie tradizioni neumatiche e appartenenti a diverse aree geografiche, al fine di ricostruire, con sufficiente approssimazione, versioni melodiche dei brani della messa ragionevolmente vicine a quelle originali.

E' disponibile in rete, costantemente aggiornato, l'indice dei brani finora elaborati e pubblicati.

  

 Dal numero XVI (2000), la rivista "Studi gregoriani" pubblica le traduzioni in italiano, a cura di Nino Albarosa, degli articoli dei Beiträge zur Gregorianik sulla restituzione melodica.

 

 

 liber

 

► Un'altra recente proposta di restituzione melodica dei brani della messa è contenuta nei cinque volumi finora pubblicati del Liber Gradualis iuxta ordinem cantuum Missæ (I-Tempus Adventus; II-Tempus Nativitatis; III-Tempus Quadragesimae, IV-Hebdomada Sancta, V-Tempus Paschale 1: in Dominicis et in Festo Ascensonis), a cura di Alberto Turco. I brani sono provvisti di notazione sangallese tratta dal Graduale Triplex e, per ciò che riguarda i versetti dei communio, dal codice Einsiedeln 121. I volumi sono corredati dai cd audio dei brani in essi presenti. Si tratta di una proposta "ad uso privato", quindi senza alcuna pretesa di ufficialità ed esaustività, che non intende interferire con l'edizione tipica della Vaticana. Dal 2013, per le edizioni Melosantiqua, è iniziata la pubblicazione degli apparati critici: A. Turco, Liber Gradualis. Ricognizione codicologica ed esposizione analitica per una restituzione «magis critica» delle melodie. I. Tempus adventus, Verona 2013; 5. Tempus Paschale, Verona 2014.

 

 

 

 

Anche lo studioso tedesco Anton Stingl jun. ha elaborato una versione restituita dei canti della messa, ora in via di completamento, pubblicandola online col nome di Graduale restitutum; i brani sono liberamente disponibili e scaricabili in formato pdf. Nella stessa sezione del sito è presente anche un Offertoriale restitutum cum versiculis, in cui viene presentata una versione restituita delle melodie degli offertori e dei relativi versetti; anche questo lavoro è tuttora in corso di elaborazione. Dopo l'Offertoriale sive Versus Offertoriorum di Carl Ott (del 1935), consultabile in rete e dopo l'Offertoriale Triplex edito da Solesmes, si tratta dell'unica edizione moderna in cui sono presenti i versetti degli Offertori.

 

 

 

► Per quanto riguarda il repertorio dell'Ufficio, fra le iniziative più interessanti realizzate in tempi recenti vi è senz'altro quella dovuta al francese Dominique Crochu, che ha pubblicato online una versione restituita, mediante comparazione fra diverse fonti su rigo, dell'intero corpus dei responsori prolissi dell'ufficio notturno, nell'ordine in cui essi compaiono nell'Antifonale di Hartker. Il Responsoriale di Hartker è dunque liberamente fruibile, insieme all'indicazione dei criteri e delle fonti utilizzate. Lo stesso studioso ha pubblicato anche una versione neumata (con neumi tolti dallo stesso antifonale, cod. SG 390-391) dei responsori appartenenti alle prime cinque domeniche dell'anno liturgico.

 

 




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