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News - Vox Antiqua: pubblicato il terzo numero

voxantiqua

La storia di Venezia è ampiamente legata alla musica. Il nome della Città, della Repubblica e delle sue istituzioni civili e religiose, sono espressione di una vicenda musicale che ha vissuto stagioni e stazioni che si accompagnano alle vicende delle popolazioni che ne sono state le protagoniste. Gli esempi potrebbero essere numerosissimi e ci spingerebbero a darne testimonianza come strumento per nulla secondario... [cliccare sull'immagine per scaricare indice e introduzione del terzo numero]

nel rivendicare un'identità religiosa e culturale che rimane iscritta nei secoli e che costituisce un patrimonio da salvaguardare. Per Vox Antiqua si è trattato di cogliere un'occasione speciale sull'asse cronologico della musica veneziana, segnando con semplicità, ma con la grande autorevolezza degli autori, il IV centenario della morte di Giovanni Gabrieli, il nipote e l'allievo di Andrea che, dal 1585 alla morte, fu organista della basilica di S. Marco. Siamo onorati di poter pubblicare uno studio che focalizza un aspetto primario dell'esperienza umana e professionale di Gabrieli firmato da Rodolfo Baroncini. Su questo filone si pone un secondo saggio 'veneziano' pubblicato a firma del musicologo svizzero Giuseppe Clericetti il quale mette in luce il Ricercare organistico tanto caro ad entrambi i Gabrieli e che vide Giovanni prendere le mosse dalle analoghe composizioni di Andrea, conferendo ai Ricercari una struttura formale più decisa e uno sviluppo tematico più definito. Strettamente legato a Venezia è pure il Musices liber primus di Diego Ortiz, pubblicato nella Serenissima, sul quale si sofferma Luca Colombo.

Il Canto gregoriano come testimonianza della comprensione patristica della Sacra Scrittura è invece il suggestivo tema di cui si occupa Franz Karl Praßl con una serie di argomentazioni che lo studioso austriaco e illustre membro del Comitato scientifico della nostra Rivista, ha svolto con la competenza che gli viene riconosciuta.
Particolare attenzione va rivolta al corposo studio di Livia Caffagni che idealmente attraversa gli spazi del monastero bolognese delle Clarisse del Corpus Domini, fondato nel 1456 da Caterina de Vigri, oggi venerata come Santa Caterina da Bologna. Livia Caffagni, con sana caparbietà si è addentrata in un percorso trasversale che ha preso le mosse dalla attenta lettura della vita e delle opere di Caterina nelle quali ha trovato preziose indicazioni sull'uso del repertorio laudistico in ambiente claustrale femminile.
 

 



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