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I corsi 2014-15: conclusa la sessione estiva

Nel sempre magico e fascinoso scenario di Venezia, si è appena conclusa la sessione estiva del XXXV Corso Internazionale di Canto Gregoriano organizzato dall'A.I.S.C.Gre. e patrocinato dalla Fondazione Levi: una settimana di studio intenso, di proposte, di confronti, di ricerca sonora e di convivialità. I corsisti provenivano da varie parti d'Italia e di Europa. Hanno insegnato: Riccardo Zoja, Giovanni Conti, Johannes B. Göschl, Elena Vadori, Franco Radicchia e p. Matteo Ferraldeschi.

 I docenti e i corsisti hanno dato vita a una complicità musicale molto risonante e accattivante, con anche escursioni culturali come la visita a manoscritti della Biblioteca di San Francesco della Vigna e quella sui manoscritti bizantini in mostra alla Marciana.

Da ricordare, come momenti salienti, il canto solenne dei Vespri diretto dal prof. Göschl nella Basilica di S.Giorgio Maggiore assieme ai monaci Benedettini (cui è seguita la visita agli splendidi capolavori architettonici e pittorici della ex Abbazia, come la sala del Conclave - dove fu eletto papa Chiaramonti, Pio VII - la cappella della Deposizione, la ex Sacrestia, il campanile che offre un panorama a 360° sulla laguna e lo splendido coro ligneo fiammingo dei monaci) e il concerto finale dei corsisti nelle due sezioni femminile (diretta dal prof. Giovanni Conti) e maschile (diretta dal maestro Franco Radicchia) nella chiesa dei Gesuati alle Zattere. In quest'occasione è stata presentata, come fuori programma, in anteprima assoluta, la esecuzione di un brano studiato durante il Corso Monografico di Paleografia Latina: un privato ha concesso la visione per l'analisi di un manoscritto del XVI secolo e, trovato per caso un “contrafactum” con testo sacro su melodia profana ben anteriore rifacentesi a un canto trobadorico, i corsisti ne hanno eseguita la trascrizione e Franco Radicchia ha composto il discanto al modo di quelli dell'epoca. Ne è nata così un'esecuzione molto interessante e apprezzata in alternatim, con la sezione maschile che ha eseguito il brano a cantus planus, la sezione femminile more gregoriano e nell'ultima strofa, nell'assieme, appunto con il discanto.
 

E' stata una esecuzione coreografica, in quanto le due sezioni si sono disposte lungo tutto il perimetro interno della chiesa, avvicendati un uomo e una donna, creando anche un effetto sonoro molto piacevole. (Claudio Accorsi)

 

 

[nelle foto: in alto, la chiesa dei Gesuati; a sin. la schola femminile diretta da Giovanni Conti e a d. quella maschile diretta da Franco Radicchia]

 




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